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l calore liberato
dal processo di condensazione del vapore
provoca un ulteriore riscaldamento
dell'aria che è spinta nuovamente verso
l'alto. Se l'aria è molto umida si ha la
formazione di cumuli stratificati,
un'enorme macchina termica che può
raggiungere uno spessore di 12 km ad
un'altezza da terra di circa 2 km. La
turbolenza di queste correnti d'aria
favorisce la separazione delle gocce
d'acqua che si sono formate. La teoria
della formazione delle cariche
elettriche all'interno della nuvola non
è stata ancora del tutto chiarita.
L'elettrizzazione per strofinio è
l'ipotesi più accreditata. Alle alte
quote, quando la temperatura dell'aria
scende al di sotto di 0 °C, le gocce
d'acqua si trasformano in cristalli di
ghiaccio. Sarebbero proprio gli urti tra
gocce d'acqua e cristalli di ghiaccio a
generare le cariche elettriche negative
e positive che si formano nella nube
(fig. 2.4).

Fig. 2.4 - Formazione delle cariche
elettriche in una nube temporalesca
Le cariche
elettriche di segno opposto che si sono
formate si respingono separandosi in
parte verso l'alto (cariche positive
costituite dai cristalli di ghiaccio) e
in parte verso il basso della nube
(cariche negative costituite dalle
goccioline di acqua).
E' da questo momento che nella nuvola si
formano i primi lampi (fig. 2.5).

Fig. 2.5 - Nella
nube si manifestano i primi lampi
La rigidità
dielettrica dell'aria che in condizioni
ambientali ideali è di circa 3000 kV/m
può abbassarsi notevolmente per la
presenza di umidità e pulviscolo
atmosferico. Anche l'intensità del campo
elettrico che solitamente in condizioni
di tempo sereno al suolo è di circa 0,12
kV/m può essere superata a causa di un
aumento della concentrazione di cariche
elettriche nella nuvola e a terra. In
situazioni particolari con nubi
elettricamente cariche questo valore può
raggiungere i 15 kV/m (fig.2.6) e può
essere ulteriormente amplificato da
elementi in rilievo rispetto al suolo
(fig. 2.7).

Fig. 2.6 - Valori
del campo elettrico al suolo

Fig. 2.7 - Il campo elettrico è
rafforzato dalla presenza di elementi in
rilievo rispetto al suolo
3.
Formazione e caratteristiche del fulmine
I fulmini sono un
fenomeno di scarica elettrica che
produce in tempi brevissimi correnti di
intensità molto elevata. In funzione
della direzione nella quale si propagano
e della carica elettrica possono
distinguersi in discendenti (quando
hanno origine dalla nube) o ascendenti
(quando hanno origine da strutture a
terra), positivi o negativi (fig. 3.1).

Fig. 3.1. - Tipi di fulmine
3.1. Principio di formazione del fulmine
Per meglio chiarire
il principio di scarica riferiamoci
all'esempio di uno tra i fulmini più
diffusi, il fulmine discendente (fig.
3.2).
1 - A causa
dell'intenso campo elettrico e della
rarefazione dell'aria il fulmine
potrebbe avere inizio dalla parte bassa
della nube. Inizia con una saetta che si
propaga a zig-zag verso terra a sbalzi
successivi di 30-50 m.
2 - La saetta influenzata dall'azione
del campo elettrico si carica di
particelle elettriche e favorisce la
formazione di un canale ionizzato di
forma ramificata.
3 - La scarica prosegue fino ad arrivare
in prossimità del suolo. Il campo
elettrico diventa così elevato da
favorire fenomeni di effluvio (o
scintille) finché uno di questi (canale
di controscarica della lunghezza di
alcune decine di metri) non entrerà in
contatto col canale discendente.
4- Il contatto tra il canale discendente
e di controscarica si manifesta come un
arco elettrico molto luminoso (scarica
di ritorno). Inizia lo scambio di
cariche elettriche tra le nubi e il
suolo mentre la rapida espansione
dell'aria provocata dall'energia termica
generata dal fulmine favorisce la
formazione del tuono.
5 - Seguono una serie di altri archi di
minore intensità (archi susseguenti)
finché il fenomeno non si esaurisce.

Fig. 3.2. - Fasi della scarica di un
fulmine negativo discendente
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